La base artica Dirigibile Italia.

Scrivere di Umberto Nobile, delle sue imprese e delle sue qualità di uomo, di scienziato e di esploratore non è facile specialmente se si vuole dare in poche righe una descrizione anche parziale della sua vita. Per la mia generazione, nata a cavallo degli anni 60, Nobile era una figura quasi sconosciuta, un po’ appannata, presa come era l’Italia da continui cambiamenti sociali ed economici le storie degli uomini appartenuti al recente passato erano state lasciate in un limbo sterile e offuscato. Così mi sono trovato oltre 15 anni fa incaricato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche a partire per le isole Svalbard, in pieno inverno polare con l’obiettivo di organizzare una campagna di misure di inquinanti atmosferici in collaborazione con un istituto di ricerca Norvegese. Confesso che quando ricevetti l’incarico dal mio Direttore la prima cosa che feci fu aprire l’atlante geografico e cercare le Isole Svalbard per scoprire che altro non erano che le più note isole Spitsbergen. Raggiungerle fu un’avventura fin dall’inizio, l’agenzia di viaggio che non ne conosceva l’esistenza, l’arrivo in Novembre con -25°C a Longyearbyen, il trasferimento a Ny-Alesund con un piccolo aereo ad elica, lavorare 24ore al giorno al buio con altre 14 norvegesi ed un tedesco. Fu li che scoprii che in questo posto era partito Umberto Nobile con i suoi Dirigibili per raggiungere il polo Nord, scoprii il famoso pilone d’attracco ormai monumento nazionale e chiamato dai norvegesi il pilone di Amundsen, capii sulla mia pelle cosa significasse lavorare all’aperto in questi luoghi inospitali, a difendermi dagli orsi, a vivere in un luogo lontano e così diverso dai luoghi dove ero nato. Quando tornai cominciai a leggere a documentarmi su Nobile e la sua vita, le sue imprese scoprendo una storia affascinante resa ancor più intima grazie alla conoscenza diretta dei luoghi meravigliosi dove si svolse. Fortunatamente le attività scientifiche italiane proseguirono con successo negli anni seguenti al punto di decidere l’apertura nel villaggio di NyAlesund di una base di ricerca scientifica permanente insieme a quelle già esistenti di altri 6 paesi. Esattamente nel 1994 il CNR commissionò la costruzione di un edificio adibito ad alloggio e a laboratori di circa 350m2 all’allora Kings Bay Kull Company. La Stazione di ricerca italiana dopo alcune vicissitudini e qualche sfortunato evento (prese fuoco appena ultimata) fu consegnata al CNR nel novembre del 1996, l’apertura ufficiale avvenne di fatto nel maggio dell’anno seguente. La scelta del nome trovò tutti d’accordo: il Dirigibile Italia, rappresentava la prima vera spedizione scientifica al polo nord, la trasvolata era stata concepita da Nobile proprio come una prima grande occasione per effettuare importanti rilievi. L’attività di ricerca che si stava iniziando in modo permanente, il nuovo impulso che il CNR stava offrendo alla comunità scientifica nazionale altro non era che il riannodare un filo che si era tragicamente e sfortunatamente interrotto 70 anni prima. Così la stazione fu chiamata “Dirigibile Italia”. La felice intuizione del CNR si è dimostrata uno strumento importantissimo negli anni seguenti permettendo a molti ricercatori italiani e stranieri di usufruire di un supporto tecnico logistico invidiabile, collegato ad un sistema internazionale di ricerca a costi contenuti grazie alla possibilità di condividere grandi infrastrutture e mezzi logistici con altre nazioni impegnate nelle ricerche polari. In tanti anni di attività la base artica del CNR “Dirigibile Italia” ha portato al Polo Nord centinaia di ricercatori, molti giovani, consentendo di consolidare e sviluppare enormemente la presenza italiana in molti campi della ricerca scientifica. Grande ruolo nello sviluppo del programma l’hanno avuto le ricerche atmosferiche visto l’invidiabile posizione di cui godono le isole Svalbard. La loro posizione così a nord tra il 78 e 81 parallelo. Le ricerche svolte in particolare dall’ Istituto sull’Inquinamento Atmosferico e dall’ Istituto di Fisica dell’Atmosfera hanno contribuito a risolvere molte delle problematiche legate al trasporto di inquinanti antropogenici in aree remote. Molti delle ricerche svolte nei primi anni di attività sono stati effettuati con il contributo di fondi comunitari che hanno consentito di produrre moltissime pubblicazioni scientifiche ad altissimo livello internazionale. Le tematiche principali che hanno visti coinvolti i ricercatori italiani hanno riguardato anche la biologia marina, ricerche di astrofisica, space strorm, geologia e biologia terrestre. La Stazione Dirigibile Italia attualmente ospita strumentazione automatica che raccoglie dati tutto l’anno gestita oltre che dal CNR anche dall’Istituto di Geofisica e vulcanologia (INGV) e dall’Istituto nazionale di Astrofisica (INAF). La base gestisce anche la Amundsen-Nobile Climate Change Tower, torre di misurazione dei parametri atmosferici installata dalla Kings Bay e inaugurata il 30 aprile 2009.

Autore:

Roberto Sparapani

Fonte:

Agorà del Vallo di Lauro n° 11/2008. Per gentile concessione dell’associazione Pro Lauro.

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