Umberto Nobile nel ricordo di Anna Bonavita

Il 4 luglio 1976 i lauretani ebbero l’occasione di trascorrere una giornata insieme al loro più illustre conterraneo, esprimendo affetto, stima e gratitudine in modo naturale ed autentico grazie al sindaco, Ottavio Colucci, che si rese interprete del comune sentire dei suoi concittadini. L’età, pur avanzata dell’esploratore non aveva cancellato l’innato portamento distinto e fiero, i capelli bianchi aumentavano il fascino della persona e le sue parole mostrarono l’animo invitto e l’intelligenza acuta del grande uomo: la veemenza, la passione e la sicurezza mi fecero capire immediatamente che lo spirito è giovane. Il generale rispose subito all’avvolgente calore umano della gente, dichiarandosi amico e fratello di ognuno, perché figlio di Lauro, che insieme ai natali gli aveva dato le due forze caratteristiche al questa terra, cuore e mente. Dal palco disse: «La porta della mia casa è aperta per tutti i lauretani, qualora volessero venire a farmi visita; sin d’ora, sono lieto di stringervi la mano uno per uno, nell’aula consiliare del municipio». Mi misi in fila con l’intero popolo di Lauro, per esprimere la mia personale ammirazione e gratitudine. Quando entrai, egli era seduto, mi accolse con un sorriso cordiale e gentile, firmò il biglietto commemorativo e me lo porse con una vigorosa stretta di mano. Più tardi percorse a piedi il breve tratto di strada, che separa la sede municipale dal palazzo ove nacque, intorno la folla festante, vicinissima a lui una signora anziana dai capelli bianchi. Insieme si affacciarono al balcone, dal quale il generale pose una corona di alloro dinanzi alla lapide che ne ricorda l’impresa polare, mentre la banda del Corpo di P. S. intonava le note dell’inno nazionale: l’emozione viva e forte e la carezza lieve ed impercettibile della sorella al fratello ci strinsero in un abbraccio corale. Era buio, quando Alfredo e Fonsino cantarono le canzoni, che avevano composto in onore del generale, prima che venisse proiettato il film “La tenda rossa”: un altro vecchio dai capelli bianchi rimaneva alla finestra per guardare piazza Nobile infesta perché voleva esserci, sino alla fine.

Autore:

Anna Bonavita

Fonte:

Agorà del Vallo di Lauro n° 11/2008. Per gentile concessione dell’associazione Pro Lauro.

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